È morto da anni, ma non se n’è mai andato. È rimasto nell’appartamento in cui viveva con James, invisibile agli inquilini che si sono succeduti nelle sue stanze, incapace di uscire per una ragione che non conosce. Ha osservato James attraversare il lutto e innamorarsi di nuovo, ha spiato, giudicato, si è irritato e si è affezionato a persone che non sapevano nemmeno della sua esistenza. Ora stanno demolendo l’edificio, una stanza alla volta, e lui comincia a temere che la casa possa essere l’unica cosa che gli consente ancora di esistere. Mentre le pareti cedono, i ricordi tornano: la vita con James, la malattia scoperta prima dei trent’anni, tutto ciò che non aveva visto fino in fondo quando era ancora in tempo. Non sa cosa accadrà quando crollerà anche l’ultima parete. Ma forse è questa la domanda giusta, finalmente.
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